Abbiamo smesso di camminare

Fatto l’amore tra i rami

Nello spazio cavo di un tronco

E di noi stessi. I volti somiglianti

A figli nostri-  ancora bianchi di tamburi-

A un giorno che non muore, una madre

Che non fa un passo con in petto il sole

 

Niente potrebbe svegliarci

Disincarnati e pieni di luce

Ornati di foglie con mani d’argento

Nessuna parola descrive l’interno solitario

Gli sposalizi di albero in albero

Le volute delle immagini , le meraviglie

Di un bosco coraggioso,  l’ultima canzone,

Dilatandoci lo sguardo, senza voce,

Nel Vuoto della gioia. Eravamo inesistenti

Al viaggio delle distanze, come specchi

Seduti sul bordo di un letto

Nascosto in campo d’amore

 

Col chiarore del  pensiero ci avvertiamo

conservandolo -col calore se potessimo-

è già amare-

 

Riesci a sentirli? Puoi sentire i tamburi?

Tutto ritorna a casa. Senza lasciarci soli

L’Assenza. L’anima vede, basta un Nulla,

E siamo doppi sebbene ciechi, sentiamo

Ritornare la luce di ogni giorno. Per vivere

Ci contempliamo trasparenti ci attendiamo

Nel grande centro Silenziosamente

Abbiamo smesso di camminare

Per ricevere la Luce che rimane

Lorenzo Mullon- Mt.1500

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