Il doppio cuore custodito nella pancia,
coi suoi capelli d’oro, silenzioso,
nel farsi primo sale ha mosso l’aria
dalla nascita continua del tuo nome.

Ti celebro così nel compleanno,
danzando su una lunga annunciazione;
una schiena ancora carica di latte
e il nostro pettazzurro nei polmoni.

La porta stretta, dove s’inginocchia
la sua parte di luce, è quel prodigio
che congiunge le parole casa luce
al destino dell’ultimo sorriso.