Con un manto quasi albino


Un respiro solo ci separa,
cammina con un manto quasi albino.

Nel convento, le antenate di ogni passo-
nostre orecchie, confuse nel destino-
obbediscono, sul filo della voce,
per l’ingenua meraviglia di intrecciare
il nudo e la splendenza dell’amato;
non altro, con la lingua delle messi,
che un odore di verbena e sull’altare
di betulle fieno greco e ribes bianco,
il canto di qualcuno che ha nel seno
tutta l’aria immaginata fra i colori,
e, dolce più del vino, la sua pioggia.

Nell’ora più preziosa toccheremo
lo spiraglio della mandorla di luce,
tra le gambe il nuovo nato che si allunga

combaciando le porziuncole di pace,
sulla soglia sempre umida del cuore.

sofia rondelli mantello

Disegno Sofia Rondelli

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Pesach

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Ci hai narrato del poeta che viaggiava
impastando le parole per guarire.
Che ne è stato dell’annuncio, del suo corpo?
chi non ha saputo fare insieme
della pelle con la sua resurrezione?

Lavarsi non è un gesto quotidiano?
e il battistero non è morte che rinasce?
I suoi gesti di passaggio e ogni cura
non fanno sangue alla particola, o nel pane,
ma nella voce, che rialza, che ci chiama:
il suo volto luminoso è la postura,
l’abbassarsi, servire chi è piegato-

così è la donna, che celebra il suo Dio,
che si solleva, benedetta, dentro il sabato,
proclamando la parola, stupefatta.
Che coraggio a mettersi per strada
al canto di Myriam, col tamburello!
Oh! non è fulminea la liberazione-
viene piano, dal basso, la celesta-
guarda Lazzaro! esce ancora rilegato.
Risorgere è un lunghissimo affidarsi
è chi mette dentro al tempio ogni suo bene,
chi rompe l’alabastro e dello spreco
fa il bene più prezioso, e in gran silenzio
è chi ti accompagna come sposa
all’ultima stazione, da principio-

portando il suo profumo, all’infinito,
nel largo d’aria : il meraviglioso,
di chi comincia a respirare dal battesimo,
sepolto nella morte di Gesù.

antonella schiralli

  Disegno Antonella Schiralli

Taglia quasi tutto e lei vivrà


Rammento fino a ricordare, poi rimembro
(…)
Taglia quasi tutto e lei vivrà
con gli organi gemelli rimanenti.

Con tutto il corpo beve, Lei, respira
in ogni luogo sente e parla dappertutto.
Non esistono bramini né intoccabili,
gli individui sono degli sconosciuti,
tutto è dentro tutti, da principio.

Mentre il nostro codice è più piccolo
di quello piccolissimo di un riso,
e così tremendamente indivisibile.

rammento

Vigilia..


Abbiamo pianto insieme al grande freddo,
ci siamo congedati nella gioia
di sapere l’ederlezi fra le ossa.

Ora il tetto è divenuto il nostro aperto
e tutta la radura è solo attesa
della bionda meraviglia, quando muta,
dalla mandorla materna, nella luce.

È l’anima dell’acqua, ciò che resta-
una movenza appena, nel risveglio,
l’altro lato, fra i respiri, l’altra voce-
nel luogo piccolissimo e fecondo
di piedi con l’impronta delle orecchie

nell’autentica vigilia, nel silenzio,
dove la sua parola è benedetta.

semina

Nelle coppe dei gelsomini


Chi attende ha nel petto una rosa
che vibrando alla luce si affida
alle mani, dicevi, danzando.

 

La tua parola oggi è nel profumo
sulla parte del viso che ha raccolto
il più piccolo miracolo del fiato.
Insieme all’erba matta per i daini

è un volo breve che attraversa il fiore:
le mie mani si aprono e tu
sulla porta fresca di pioggia
togli ancora l’ultimo fiocco
di neve, sulla mia fronte.

Riparti così nell’azzurro
della tua veste e un sorriso
dischiude il magenta nascosto
nelle coppe dei gelsomini.