Gioielli Rubati 5: Aldo Braibanti – Mario Benedetti – Macalder – Franz – Felice Serino – Franco Bonvini – Amina Narimi – Anna Leone.


almerighi

QUESTO POST E’ DEDICATO AL POETA E BLOGGER VENEZUELANO “MACALDER”

https://macalderblog.wordpress.com/

*

“lo so – presente è la violenza – ancora di metafisica si muore
la tolleranza del pubblico merita solo i sondaggi della pubblicità
il consumatore ha quello che vuole – il consumatore l’avete inventato voi
voi avete venduto abusato massacrato per sole parole
voi siete fermi all’orda- perseguitate torturate braccate il diverso[…]
la vostra idea è natura
castrata “

Aldo Braibanti dal carcere di Rebibbia, 1968, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2018/09/30/memoria-delloggi-aldo-braibanti/

*

NON SALVARTI

Non rimanere immobile
sul ciglio della strada
non trattenere la gioia
non amare con noia
non salvarti adesso
né mai
non salvarti
non riempirti di calma

non occupare del mondo
solo un angolo tranquillo
non lasciar cadere le palpebre
pesanti come giudizi

non restare senza labbra
non addormentarti senza sonno
non pensarti senza sangue
non giudicarti senza tempo

però se
nonostante tutto
non puoi evitarlo
e…

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Amminìa_ il lento respiro della sorgente

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Un lento respiro, all’altezza di un’albera,
riprende il volo dalla mia fronte;
e non c’è nulla di misterioso
che fa tremare nella tua assenza-
abbiamo danzato colorando una mappa
coi grani semplici del nostro anello
perché rimanesse sposa del tempo,
a crescere fiori – la benedetta,
offrendo durata ai nostri polsi
una radice, sopra la yurta.

Lei è il passato di nostre carezze,
fra l’inchino che hai fatto al quadro di mamma
e il permesso che ho chiesto alla tua casa
prima di entrare a fare l’amore,
è la sorgente, il cordone d’argento
della giumella, la benandante
che dice eccomi, andiamo alla gioia.

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Abbi cura delle tue ali


Viene piena di profumo una famiglia –
mentre ci abbassiamo con la sera
le palpebre l’un l’altro per sognare-
bisbigliando siamo salvi, al posto giusto,
e mondi ancora, insieme, siamo casa-

col respiro più pulito che conosco,
nel suo andare dal sorriso verso il centro
dell’angolo del viso fra le mani.

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Disegno Sofia Rondelli,

” Abbi cura delle tue ali “

Un bambino stupefatto


Prima ancora di portare la tua mano
avvolta in lana azzurra sul mio capo,
cosa eri appena sotto le parole,
se ora la tua voce apre le porte
a tutto ciò che viene benedetto?

– Quando scendi come un’acqua fra le dita
confondendo la giumella in un orecchio
riconosco più del passo di mia madre
il vapore che si alza dal tuo viso –
Ancora prima di quest’ala, e la sua gola,
immagino il tuo corpo fatto solo
dell’aria buona che sta intorno alle vocali –

a un atto magico, io credo – e alla luce,
fra le calde maestre delle mani,
hai dato vita a una forma di bambino
che respira con gli occhi stupefatti
dall’avorio sacro degli anelli
sulle nostre ginocchia coronate.

un grande albero

indizi di primavera


almerighi

penso a questa vigilia d’autunno,
contiene indizi di primavera, che
al tuo nome si voltano, stupiti

l’intimità scocca, freccia,
non importano tempi e distanze,
necessario è avvertirne l’arrivo,
siano protagonisti
entrambi i commensali

si direbbe che ogni porta chiusa
nasconda un abbraccio

le sabbie prendono corpo,
montagne coperte d’innocenza;
le strade piene di sorrisi
alludono principi d’immortalità:
torniamo donne e uomini

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Tu tremi


Camminavo con gli occhi di chi corre-
ero al lavoro, diresti tu, leggendo-
quando un uomo è inciampato dentro il vuoto
di una scarpa grandissima al suo piede
tagliato per metà. Chiedeva aiuto.
L’ho medicato, fra la volta azzurra delle vene,
mentre il doppio del mio essere nascosto,
per non tradire lacrime, ha sognato
di entrare in fondo all’acqua medicale,
nel sogno del suo sangue da bambino:

correva forte, lo illuminava il sogno-
con la luce presa alle ore più sincere-
e la traccia dell’istinto di volare-
un volo senza ritmo, un volo senza ali,
nessun gioiello legato ai suoi talloni-

____________ in sogno non si vola, mi ricordo,
____________ per raggiungere l’azzurro,
____________ si sale verso il cielo, perché si vola –

fino a incontrare una piccola pendenza
la strada che scende solo un po’ –
allora sì, gli crescevano le ali,
allora il vento offriva la sua grazia,
immergendosi nell’acqua, sui bei fiori,
per farne polvere e farina delle nozze
per l’erba corta, la rada- e poi la neve.

Le mie mani hanno tanto immaginato
il suo piede inconsistente universale..
ohh! era aria, questo so, del suo vero movimento,
lo sollevava così come un uccello,
lui era un grande mantice nel petto,
lui era un largo d’aria,
dentro il sole, immenso.

____________Tu tremi, ho detto, ancora,
____________ donando al suo tallone un nuovo scrigno
____________ e hai trasformato l’incedere nel volo
____________ da un punto di paura allo splendore.

Biancomangiare


Se strofini le parole sulla pelle-
come un latte mescolato con la frusta-
basta un eco una reliquia per montare,
in luogo delle sillabe, di accenti,
paesaggi e desideri, con le mani
nominando come un bimbo quel che vedi,
ed ogni altra cosa intorno assente
si compone, sopra il fuoco della notte,
con l’offerta di altra acqua alla tua veglia –

rendendoti visibile chi ami:
un riflesso, sulla punta delle dita,
del suo biancomangiare benedetto.

 

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Immagine da Fiabe, Rabbino Nachman di Breslov

L’improvviso di una lluvia


Basta un niente a fare gli occhi chiari,
un capriolo quasi in cima, l’improvviso di una lluvia –
e non è il mondo immerso nel chiarore,
ma il richiamo al benessere più antico,
la bianchezza verrà soltanto dopo
il suo stato di poesia dentro il giardino.

È la sua mano sopra il capo a buio fitto
che rifiorisce il porpora nel prato-
un latte immaginario in fondo al seno
della madre delle madri che ci scalda,
se quasi non ti accorgi della gioia

quando sbuca ai pozzi e sei nel fiume
di un uomo solo, che ti cammina accanto.

ARCOBALENO

Il chiarore marziale


< Separata dal mare, protetta
nell’urna di ciottoli e ghiaia,
l’acqua dolce si è fatta profonda.
In quel punto il mantello tradisce
il celeste chiarore marziale

dei bambini, tra il secchio e il fontanile,
le sue ossa, per bagnare la montagna.>

30 Agosto 2017

Sapere oggi la tua mano di ritorno
sul loro capo, come fosse casa,
mi offre pace, e l’acqua una parola
che aspetto, vicinissima alla gioia.

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