Poi vennero i gemiti e
più forte di ogni dolore
l’antica rassegnazione.
Tu eri in salvo, babushka,
per via dei ginocchi.
Ora so che scendesti le scale
che ti spinse l’onore,
il tuo yiddish.
Eri ultima,
per Babij Jar.

L’odio fa cadere
al contrario
la luce
e gli alberi diventano
intoccabili

foreste appena nate che si alzano
per fare del ricordo la memoria

con la mani sprofondate nell’abisso
le infinite madri
nel volto di ciascuno.

Si Etty,
l’odio fa cadere
al contrario
la luce
e gli alberi
diventano intoccabili.

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