Ai ripostigli della neve per Azzurra
cinque uova colorate fra le garze
dei cristalli dormienti della vita.

Hai accolto di nuovo la mia nascita
coi bachi rossi saliti al boscovecchio:
la tua benedizione è un largo d’aria
tra figlie dei gelsi un’assoluta.

Dai nostri colli ancora fragilissimi
dalle nostre ginocchia coronate
la nebbia si è argentata fino all’acqua
che non frena gli occhi chiari della luce;

il luogo dei luoghi dei corpi,
il più semplice di tutti i corpi,
ci rilega in un filo di seta.