Stellario la tua mano
umile custode
vuole solo respirare,
tutto qui,
sporgersi nel vento se cammini
sotto molto cielo
con l’alba dilatata in fondo agli occhi.

Sul rossochiaro del tuo dito
ho imparato anche a dormire
fra il luccichio dei ciclamini
e l’immobile travaglio di quel masso-

è la spirale del nibbio a dare vita
dove hai disteso la famiglia.
Un posto buono per restare
con le sorgenti aperte sopra il capo
e il tuo mantello
come un buco nero
che s’inclina nei coni della luce.

Amina Narimi