Posso dire solo ora sono insieme
alla nostra religiosa solitudine
che fa brillare il vuoto. Lungo i fianchi
la traccia che riposa sull’argilla
è la calda più modesta epifania
delle nostre morti piccole e preziose
che rilegate vanno come stelle
fra un respiro e l’atro benedetto.

Sono loro che ti mostrano ogni giorno
come tornare vivi da ogni sonno,
vascelli con l’amore ad ogni porta.

L’uscita rimane sempre respirare
mentre prendiamo favola e sereno
dalla terra e l’animo al contempo.

Conoscere credo sia fare l’amore,
usando sempre la medesima parola
per dire ieri per dire domani.