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Presi parte al suo corpo silenzioso
dolcemente immerso in acquabuona,
una carezza percorsa dallo sguardo-
mentre girava le sementi con un braccio
e una mano posata a trattenere
i seni ancora gonfi per il latte –
nel più semplice disegno di unità.

Cominciava dalle orecchie la sua storia,
sull’esile membrana del risveglio,
sui muscoli, le ossa, infine il soffio
di chi alza una spirale e si trasforma
per fissare il colore nella pioggia.

A memoria nasce intatta la visione
di un arcobaleno quando inarca
la sua vita contro il rosso della sera
[ non il semplice contorno di una forma ]
la corrente che la muove la prolunga

nella bolla di gioia, la splendente,
che germoglia l’anello del creato.