Al suo posto esatto c’era la luce.

La morte si vive se come un sole
si porta nel più profondo di sé,
dando alla luce la madre che offre
l’alburno rosso quando si apre.

Ci vorrà molto bisso, la giumella concorde
per tornare al principio dell’arcobaleno.

Tutti i bambini sanno il mistero
dell’angelo che prima di nascere
impresse il ricordo di un nome solo,
un piccolo seme, tra il naso e le labbra.

Se sfiori il contorno della fossetta,
il puntosplendenza delle sue ali,
lui ti confida che un tempo toccò
il magenta, i suoi bordi, per poi ritirarsi –
con tutto il corpo nel fiore degli anni

nell’identico istante dell’ultima foglia
dell’ultimo albero –
al grandeposto.