DI SESTA E DI SETTIMA GRANDEZZA - Avvistamenti di poesia

Stagione delle soste

I.

Il tempo è argilla e il cielo alghe. Che cosa fai?
Divento tuono, acqua e cose vive.
E quando le distanze si svuotano perfino dell’ombra?
Le riempio di occhi che indossano i quattro punti cardinali,
le riempio di fantasmi che escono dal volto e dai fianchi
che stillano sogno e memoria dagli alberi.
E quando questo mondo non ti è propizio?
Gioco con gli occhi poiché in esso si sdoppia il mondo
vedo due cieli
due terre.

Io soltanto,
rimango unico.
E quando non rimane per amica che la pietra?
Grido: o conchiglia, sono il tuo mollusco
E oriento le mie corna verso il sole

II.
Il mio corpo si libra sopra di me leggero come l’anima
pietra che mi rotola dentro
sorgente che mi attende;
addio, o pesante assenza, o marmo umano,
e che venga l’effimero passeggero,
il fiume e il suo volto,
il vento…

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