La tua mano si è posata sul mio capo
dal luogo più lontano del contatto
mostrando una preghiera fra le dita
un’altra vita dell’amore che risorge
con la freccia inavvertita, che non brucia
lungo il filo della nostra quarantena.

È un evento naturale, mi ripeti,
grazia pura che abbiamo custodito
nella bianca nostra intatta damascena-
da piantare dentro l’ombra appena nata
di bambini dell’albera e l’uccella;

dell’amicizia nell’orecchio alla fiumessa,
e alla parola favolosa sulla carta,
apostole di luce primitiva,
faremo dono della gola, schiena a terra,
con il viso stupefatto dell’infanzia-

ricordando del lulan mosso dal vento,
come affidava il suo segreto al calpestio
dei cervi quasi in cima a Monte Sole.

Così andremo tra i papaveri da frutto,
con la lingua colorata di chi torna,
confondendo la mistura tanto intensa
all’odore della nostra cerimonia

dove l’iride risplende destinato
al sorriso, il più antico della terra.

Disegno Sofia Rondelli

sofia rondelli lacrima