Abbiamo pianto insieme al grande freddo,
ci siamo congedati nella gioia
di sapere l’ederlezi fra le ossa.

Ora il tetto è divenuto il nostro aperto
e tutta la radura è solo attesa
della bionda meraviglia, quando muta,
dalla mandorla materna, nella luce.

È l’anima dell’acqua, ciò che resta-
una movenza appena, nel risveglio,
l’altro lato, fra i respiri, l’altra voce-
nel luogo piccolissimo e fecondo
di piedi con l’impronta delle orecchie

nell’autentica vigilia, nel silenzio,
dove la sua parola è benedetta.

semina

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