Ho messo insieme il tuo piedeleggero,
per un bambino tutto in ascolto,
che risponde col riso crepuscolare
al dondolio, alla curva più dolce,
portando la gioia di primavera.
La bianca e perfetta invisibile mano

sull’isola al centro dei nostri meli,
è tornata, stanotte, nel farsi preghiera,
adagiandosi muta al nostro profilo,
prendendo le forme dell’albera amata.
Con un filo alla vita del giovane fiume,
e cinque rune sopra schiena,
nel gira_gira più stupefatto
ci siamo bagnati nell’ederlezi
schioccando la lingua come i bambara.

Oh! quanto riso nel nostro credo
che ora alza il fango dormiente alla luce,
dallo spiraglio del non-ancora
al movimento del nuovo miracolo.

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