Ero ferma con il viso sopra il seno
di Ninedda, una conchiglia solitaria-
primamadre di una lucciola bambina-
che presto volerà fino a sparire
nel midollo sacro che cancella
le tracce del bagliore fra le ossa.

Scambiava clorofilla con il sangue.
E noi reso tutto il ferro torneremo
alle radici degli alberi che siamo?

Vorrei fermarmi in te ancora un poco,
aspettare la risposta, poi dormire
raccolta al tuo ombelico, alla sorgente,
al movimento impercettibile che fai
quando preghi con le mani sul pianoro.
Ma devo ritornare giù in paese
a curare l’erba bassa e i cereali,
per donarti la Pasqua delle rose.

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