Prima ancora di portare la tua mano
avvolta in lana azzurra sul mio capo,
cosa eri appena sotto le parole,
se ora la tua voce apre le porte
a tutto ciò che viene benedetto?

– Quando scendi come un’acqua fra le dita
confondendo la giumella in un orecchio
riconosco più del passo di mia madre
il vapore che si alza dal tuo viso –
Ancora prima di quest’ala, e la sua gola,
immagino il tuo corpo fatto solo
dell’aria buona che sta intorno alle vocali –

a un atto magico, io credo – e alla luce,
fra le calde maestre delle mani,
hai dato vita a una forma di bambino
che respira con gli occhi stupefatti
dall’avorio sacro degli anelli
sulle nostre ginocchia coronate.

un grande albero