Tag

,

“Ogni sforzo aggiunge

un poco d’oro a quel tesoro

che nulla al mondo potrà carpire.”

Simone Weil

Vieni prima degli occhi. Questo lo sai.

È la domanda di bene

che ogni bambino rivolge

nella fiducia.

Guarda tu ora, e noli me tangere.

Io debbo proteggere il vuoto

mai posseduto. Ti benedico

perché non hai trasformato le pietre nel pane

che mangi ogni giorno. Sulla tua trama nera

è un ricamo quel rosso che appare

come fosse un esercizio, una veglia

alle energie più sottili. Obbedisco,

rimanendo in ascolto-

mentre il fiume copre il suono delle tua voce-

Obbedisco,

con l’alito che so delle bestie

quando si sporgono nel tepore della paura.

Tu avanzi

fino a toccare tutto quello che ci rimane.

Io sono insieme– ripeto-

tra le cose in movimento,

lo scintillio della prima risata,

la mano che diceva il miracolo,

sul fuso della tue dita, la grazia-

i nomi della luce sono qui

nel più sacro recinto illimitato

dov’è il sortilegio che chiama,

seppur sfiorando il nulla,

nell’instancabile enigma dell’eternità.

Un’iscrizione ricavata dall’albero, al fianco,

coltiva l’inverno della tua lingua

vegliando i semi la folata di vento.

Rinasce la voce.

Sei innegabile

nel sì finale alla passione che mi aspetta,

il lungo affondamento nel mio vuoto,

fino a sostituirlo con un principio luminoso.

Non saprai che ci sono ad amarti

come l’inizio del mondo,

il silenzio che circonda le parole

è lo stesso che precede l’azione e si spegne

nel possessivo profondo del “ mio

adesso”. Viene il mese crudele di Eliot

con ogni briciola di bene che è stata raccolta

nell’onestà della voce. Nuda,

vulnerabile ripeto il gesto di offerta :

“io sono insieme”

e, ciò che più conta, la tomba è vuota.

 

 

Annunci