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salam

 

Dove il miracolo dell’albero

sul nostro vicolo cieco,

reciproco e altero ? –

Vale la pena tutto lo spazio

la paura

di quello che può fare la montagna,

l’urlo del torrente

a sommergere le piantagioni

a spostare le strade.

Nel flusso caldo del sangue

c’è un luogo interiore

che annulla ogni esterno

riflettendoci in luce

e indistinguibili volti

generati gli uni dagli altri.

Pensare a noi

è pensare a molto altro

nella pausa del respiro

c’è un lutto necessario;

fuoco e neve

in una stessa fiamma

i tuoi settantadue frantumi,

sino a traboccare

tra la terra e il cielo come vergini

il fiume più grande del mio cuore

nel tempo pieno della carne,

che domanda- hai messo fine

alla catena di pietre gelate

tenute insieme dall’odio

di un amore mancato nel seno

disperato della tua religione ?

in paradiso

Gli uomini che hai appena ammazzato

ti stanno accogliendo, non più sofferenti,

anime, come la tua perdonata,

nel taglio  più grande dell’esplosione

che ha dilaniato il tuo velo, nel Vero

vittima e figlia di sola violenza.

Come un’acqua lustrale

siete uno nel tutto,

tra le vasche saldate di creta

e migliaia di piccole piante

di semi indistinti,

fino a sfiorarvi le bocche

a respirare in un unico gesto,

abbandonati.                          Con te  che sei rimasto

                        in terra  vorrei fare la pace, con l’altro,

                                                       con me. Salām

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