Una luce nella luce come stare

con la polvere dei fiori nelle mani

consegnandosi all’altrove di una pelle

sapendo che Dio tace cosa accade

Sono preghiere molta notte di una donna

tra le rocce e gli animali. C’è silenzio.

Nell’inchino piccolissimo e continuo

tu sali luminoso come un uomo

che sta raccolto nella gioia per venire

e canta al mio respiro meraviglie

Sembra ieri quando le tue mani

custodivano il mio seno verso il mare,

con il cuore sulla sabbia e un movimento

come avessi finito di aspettare

le parole senza tempo sulle labbra,

nell’andare con i passi trasparenti

in uno spazio immobile al pensiero

dove i baci sono liquidi negli occhi,

a fare anima con gli avi, a farsi chiaro.

Fu allora che cominciò a danzare

per più vite la visione

per riportare al bianco il nostro odore

la più bella di tutte le creature

con le gambe con la pancia, unendo i piedi

alla tua schiena. C’è fiato nel sorriso

e cade, in ognuno di noi, cade per ogni suono

come un tuffo dentro l’acqua

guarda la mia bocca, ora, la sua ombra

lungamente offerta come brilla

e gira sotto i piedi come un sole

nevica dal fondo della terra

nevica come un’estate, piena d’uccelli

da un corpo all’altro. Amore

riunendo i desideri

infila le tue dita nel respiro

dei giorni della merla

Amami! È il suo canto

sapendo che dio tace cosa accade

affidando l’ultima parola in sogno

io ti tocco mille anni fa la nostra gioia,

aperta, nella luce, dove affondi

riconoscendo Dio

che cosa tace quando accade

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