Nella mia piccola eternità
è un volto all’ombra delle favole
il suo canto ancora nella luce,
un puro scambio,
se ci siamo chiamati appena svegli
senza toccarci con le dita
gementi di dolcezza,
mormorando nel vivo dei capelli,
come i leoni azzurri dentro il sonno,
-Tutto è così vero – Poi procede

e certi sogni sono un confine che ti segue
con la naturalezza dell’incanto
– e molto dolore molto amore
diventano le nostre potature,
i figli del partire –
celebrando il suo contrarsi così chiaro
come un getto d’acqua nella neve
quando forma, nel bianco, un cerchio buio

il nuovo giorno è un atto
che anticipa ogni addio
e per dolcezza sfugge dalle mani
come una semente
che a ogni alba risolleva il canto
fino alla sua forma, piena, fino alla matrice
di un animale celeste
che non ha bisogno di essere
per andare a bere.

Betulle Emil Nolde

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