Si tendono le dita come foglie
avide. È l’acqua che domandano,
nella sua continuità, alla nebbia
che risale dal torrente. Come un prato
assorbo l’acqua che ricade, e un fiume
che riflette, nell’argento del branzino,
luccicante di salvezza, la poesia

 

Ho solo poche cose, un frutto umile per dire
di come nostro figlio immerge i piedi –
volenterosi e incerti
a molcire il dolore del distacco-
l’orma più completa e morbida
nel sapore dell’argilla sul fondale

Ti bacio gli occhi, generando ancora
un altro_fratello, sulla bocca,
dove sei Perfetto,
per renderti una casa, una perla
a cui tornare
più della mano, è il bacio
la lingua degli uccelli,
che inizia nel tuo ventre
crescendo nel mio corpo
con le ali
ripeto un ritmo muto e brevi spasmi
nei cerchi solari delle piume

 

finchè svanisco io, negli occhi, e il bacio
nella pace del respiro di un bambino,
nell’altra metá dei sogni
di chi ci diede vita
in altre acque –
il golfo sacro delle stelle,
dov’è la palpebra divina
l’ultimo sole da baciare

l'ultimo sole da baciare

Annunci