I vestiti impregnati d’acqua, ricordo.

Quel mattino non fu facile

con le ossa delle mani guardare dentro,

dentro il ventre del mandorlo

aprire una breccia, con morbida potenza,

con l’urto delle cose, dei giorni

producono scintille come pietre

sbattute insieme, per vedere la luce

dove l’ombra è più densa,

e tutta la dolcezza fatta piena

accoglie e lega i luoghi interni

col mare della mente

 

Dove pulsa, in segno di benedizione, l’armonia,

ho bisogno ancora di una madre,

in questa notte, e una preghiera

per rannicchiare il viso

dall’esercizio del lavoro fino a sera,

una speranza: rimani un po’ con me,

con le scarpe in mano, e il silenzio quando viene

nella casa vecchia al mare

asciugheremo quei vestiti insieme

 

portando a velo d’acqua il nostro peso

tornerà per terra, come un giacimento,

sbucheranno dolci, i gigli bianchi, e d’improvviso

prepareremo qualcosa che somiglia

alla nostra canzone per l’estate,

per ogni giorno. Non va perso niente-

dall’interno del corpo,

è carne vera il suono che trionfa

-nella sua storia d’amore con l’immenso.

 

work together - ©CAO Shihua

 

 

 

 

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