La tua Lilith, Adamo,
il suo grido più forte,
è solo
un giglio rimosso,
una libera donna
in cammino ogni notte
una nuvola in viaggio. Gemella

 

nella tua cena segreta
ti narra l’amore in aperta campagna
con l’erba del cuore ti avvolge
scalando i miracoli fino al mattino
sfoglia le pagine dei nostri passi
e diffonde foreste con la pelle dei sogni
con la dolcezza di ogni parola
costruisce le nostre pareti
inondando con l’ombra le stanze,
più fresche al mattino,
come la prima preghiera

Sei l’onda venuta fuori dal mare
di tutte le lingue e mi segui
mescolando i miei piedi alla luce
strappata dai nervi del cuore
con la spina dorsale mi doni gli anelli
e un nuovo ombelico ogni volta
fiorisce, con un canto imponente
sul Reno
piegando i lembi alle vesti
come un ricordo e sull’acqua
raccolti i capelli all’indietro
nasce un sorriso. e ti guardo-
Ci conosciamo? Per caso?-

“donna e uomo, sacerdotessa e tempio”
sono la tua poesia. Velata e nuda io
mi nutro del suo corpo
dentro queste valigie senza fondo
per diventare sposa a questa madre
che ho generato
aprendo la mia fessura, l’anima,
sulle palpebre inviolate del tuo sonno
quando lacrima la notte sopra il viso,
e colmare il vuoto senza nome
tessuto sul mio vestito
per un simurgh

Sono una donna, e il sogno
è una via, che cerca se stessa
come saliva
trasportata dai pettirossi
null’altro
tra gli alberi che amo
e l’ombra del balcone
sulla casa

lá, dove il tuo sguardo si distende
mentre il nostro profilo si allontana,
nella sua magrezza, c’è questo fruscio.

Ė il principio di un odore
che vaga nelle cose,
fino a quando scompariamo,
impregnando il petto
con le ceneri della nostra storia

tra le mani sollevate,
a sostenere questi fogli
come una candela,
c’è lo spazio di una gioia
che disegna ombre
come angeli
più alte di ogni muro

Tutto è al suo posto, ora,
quando salgono, quando scendono
uno stesso flusso di vita

 

Non chiudere il libro
per mille e una notte
saremo ancora nel frutteto
con la forza capace di mutare
dall’immagine alla somiglianza
divenendo, ognivolta,
un’anima vivente
e luce piena, infine ,
nel luogo della nostra nascita

Nel molto antico dell’interno di ogni cosa
tutto è nozze,
nel profondo del buco senza fondo
che è la luce.

Tutto è nozze

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