Pierre Bonnard-apierre bonnard_pierre-bonnard

Una vena d’argento nel buio del risveglio

distesa come lunga tela bianca,chiusa da lenzuola,

accompagna il chiarore della casa. e tutto un sogno

mescolando nel colore, come in certe tele di Bonnard

oltre la porta di una stanza, in fila al cielo,

un’ultima stagione

più segreta, nell’ordine del vento,

l’aspettazione della sera.

Nel rito di restituzione dell’attesa: il vento viene,

dove è entrata quella luce canta di un luogo sacro-

Chiusa la porta. Tu sentissi il silenzio che mi accoglie.

E’ il silenzio dei libri, i primi davanti agli occhi.

L’urna di mammet,e le rose che profumano sotto, la pirite,

un piccolo libretto, il guscio dell’ananas, e il cestino di Sevres

con i frutti di Pennabilli. Li tocco tutti sai? Li tocco.

E’ commozione.

Spariscono i rumori delle ore, le voci del giorno

la persuasione i consigli gli aiuti le questue

le interpretazioni – Con la forza del suo corpo

per potere guardare con fermezza

il mio dolore, battezzarlo ogni mattina

a colazione, proteggendo il pane con le mani

coprendo il suo chiarore, dentro lo spiraglio

scavando una benedizione. Solo allora

posso lasciare la casa vuota

come una madre che mi aspetta

fino a sera

rientrando poi nel suo segreto,

una voce sottile e silenziosa,

dove il tempo è solo spazio

sul vuoto delle braccia che mi tiene.

Pierre Bonnard-dining-room-on-the-garden

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