La mela riflette la luce, gli occhi la portano dentro

se è rossa, se sta cadendo

Tano e Maria non posson decidere più

come arrivare da un posto a quell’altro

da dove viene la mela, cosa consegue da cosa

con la notte che preme “ in qualsiasi occasione”

è infinita la fine/ l’inizio:

Due sedie di continuo, la fronte unita

per una piccola porta è condotta

dietro tutte le cose:

quattro ruote le zampe

uno stesso cavallo.

il tempo della vita dei luoghi più profondi :  nulla

solo un giaciglio sulle labbra

per non farsi trascinare via

con il calare del sole

Tarìa ! ..

.. Màno!

lui  faceva sí con la testa Maria apriva gli occhi a Tano

fino in fondo immobili i loro nomi

mischiati  da bambini

hanno chinato insieme il capo

ancora sposi

li ho cercati nel parco

con le loro badanti fucsia

giû in fondo dai pioppi, sulle carozzine

Non incontrano il vuoto dei corridoi

nel loro  ippocampo

non vagano più senza meta

e gira nella lingua un solo verso

dal nocciolo più interno della notte

nell’eterno presente

del lungo addio:

“Mi ami!”  Nient’altro che quello

ripetono l’un l’altro

per poter vivere,

finchè riesci a dire,

ritornare nei giorni

per mandarli in avanti

” se l’amore che avevi

non sa più il tuo nome”

se l'amore

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