Ancora un inverno e nuove ali

ai piedi nudi che cercano aderenza

-battendo ai vetri gli avamposti-

sorvolando a mente dove il fiume

fa una piccola piega e si ritira

tra la pancia e il cuore. Con la neve

è un tatuaggio nuovo a caratteri di fuoco

un’ipotesi di cura sul sentiero

di suoni labiali ci spetta un nuovo amore

nei corpi schiusi di bianchezza-

per ogni sogno spento-

si sporge e colma il cielo

gonfiando la pelle alla soglia

eppure migriamo

nella rivelazione del silenzio-

soffrendo la ciotola di pane

dove abbiamo raccolto del vento

lo sguardo intravisto a manciate

l’ombra degli assenti. Stringendo al dito

una memoria segreta come reliquia-

dove calmiamo il  male di bianco

trascinando sul labbro una luce

nella piena del freddo

aspirando a un colore lontano

a un albero più vicino negli occhi

che si adagiano chiari all’andare

proteggendo quei pozzi vedenti

come un’Ama le perle del mare

come il cielo i lumi la sera

Quei due bambini

                                 non scendono a patti con la realtà

camminano verso di Noi

non si voltano indietro, la loro innocenza

scende la strada, viene fuori dal paese

tenendosi per  mano. l’orizzonte

alle spalle. Tutto diventa cos’è.

Soutine,Due bambini sulla strada,Musèe d'art et histoire, Ginevra,1942

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