Si accuccia ogni sera nel cucchiaio

giunge miracolo alla bocca

il cuore è fuoco mantice i polmoni

vapore acqueo  intesse e gira

colore……disegno….imprinting

come una spoletta sulle trine

una striscia di cotone che si srotola

tenera e crudele di passione

di ogni veglia universo sconosciuto:

chiara parola parola del richiamo

                stupefacente di bellezza

nella lingua degli uccelli ci sorvola

intrecciando  con leggende i miei tormenti

cercando in “otto voci

le più dolci fiabe e Noi

coi piedi scalzi nella yurta sulla lana

un caldo speciale che ci adotta al centro

mentre dombra pizzichi sul fiato

ti racconto della casa fatta a ventre

rotonda e bianca come di una madre

e di un corpo nomade  che viaggia

sulla schiena errante senza chiodi

né viti né cemento: Geni

si baciano a raggiera  e una finestra

in cielo pitturata, una corona

tra il tempo e Dio, impermanente

col fuoco in basso l’acqua in caldo

corpi. insieme ai miei ricordi ceno

rispettandone le regole. Così

deve accadere. e gioco

consonante-vocale consonante-

-vocale : “Fammi il frusciante Tamashek

il verso nasale dei Tuareg  con l’ewè

la lingua dei bambara eppoi lo schiocco”

Parlare è procreare

le distese solitarie in specchi d’acqua

fecondare alla morte l’imbrunire

disegnando nuvole d’argento e piombo;

dal lato del figlio otto suoni e otto

dallo scuro-

dal lato della volpe pallida-

nasciamo Verità come da una  notte

il giorno. aman aman

congiungendo il senso sulla lingua

del nascosto che bisogna disvelare

sul bordo dell’acqua le parole

le “cadute”che  non vanno disperse

per continuare il racconto. Domani

andremo a raccogliere  cauri

per vedere la luce la sera

aprendo la yurta nel cielo

dal ventre materno un bambino

camminando l’inizio del mondo

brillare col suono

                       nel sacro rumore

dei grandi tamburi asè

Yurta (1)

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