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Aveva tutto il  corpo magnetizzato

dalla Concordia, anche i suoi occhi

salivano piano per riabituarsi a me :

i rimproveri per le macchie sulla maglia,

chè non cambia il dolore

se tieni il sole fuori

 

L’uno all’altro uguali

nelle pause

che lasciano al silenzio

il tempo delle immagini

lo spazio intorno

di ” più niente”

l’accadere del giorno

“senza mamma”

si assottiglia nel cercare minimo

un filo come voce, un passo breve

nello spazio bianco spalancato

C’è troppo lutto.

scorre come l’acqua

negli occhi che si spezzano

a pietà

tra la sua testa piccola

e la mia spalla debole

vorrei una  fossetta

per accogliere miracoli

dove il tepore alita paura

rovescia dentro una preghiera

l’abbraccio buio di mio padre

Henri Matisse, THE SILENCE THAT LIVES IN THE HOUSES, 1947

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