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Solo gli Angeli sono generosi

quando portano via le lacrime

lasciando nuove rose

un nuovo nome alla poesia

sul quale camminare

anime, una nell’altra sempre

con un nevaio sulle spalle

e una parola magica, una casa

Se ne potrebbe, non si può dire

di più dai buchi profondissimi degli occhi

fino allo splendore di essere simili  fratelli

nella voragine delle mani che cercano di aprireù

modi impossibili tra i palmi per trattenere l’acqua

che un bambino ci ha passato da una riva all’altra

rallentando il passo, se ne potrebbe dire di più.

Nel passaggio stretto puoi solo accendere candele,

farti piccolo

traverso le montagne inestinguibili

le cose

prendono il nome giusto dal cantare

all’indietro,

fino alla grazia del nome Rimanere

senza più dire.            come una promessa, come compito :

sul frammento caduto da un cielo generoso

-che è impossibile riattaccare a nulla che si conosce-

piantarci una tenda, tornare ogni volta che hanno sofferto

chinando il viso troppo avanti perdendo il loro peso

nel canto di partenza che vede fino a un bacio

il ricongiungimento cieco per conoscersi

                                alla voce

Quanto coraggio nel silenzio che chiude il cerchio e tace.

8sdraiato

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