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Magritte

 

A livello dell’umanità non ti fermare

Afferra il tallone debole del  fratello

L’uomo dalla terra rossa ha il piede gonfio

E tutta la città diviene sterile

 

Alla porta delle anche non ti fermare

alla ferita, al calcio  lotta ! –Cambia il  nome

Uomo- la vocazione che guarisce-

Va a dormire e sogna. Tra l’essere e l’avere

si sale attorno al tempio le curve concave

della colonna sacra  che dai lombi ebbe suo Figlio

 

Non fuggire alla  porta degli dei. Teniamoci

alle clavicole, tralcio tenerissimo prima del cielo

di conoscenza A superare insieme questa porta

-piaga più dolorosa sulla spalla

Dura cervice all’uomo del silenzio, l’ultima vertebra

del limite, dell’Atlantico incollato al dorso

 

Porta dentro tutto dall’inciampo

Il peccato dalla ferita al piede,

tra Babele e Pentecoste le tonsille.

E oltre ancora…c’è il Sublime

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