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domenica 3 giugno 2012

Per ogni piccola frazione, una funzione friziona, preme sui cerchi che disegna, con mano tremula, dilatano onde, grafite e magnitudo, s’infossa, sortisce vedrai, quei gesti saranno ascoltati, frazionati, infrattati tra le dita compressi e stesi, vedrai si, vedrai, non saranno fossilizzati, ma un modo per avvicinarlo alle dita, alla mano che s’allunga, in quell’otherness.. togetherness, l’alterità che vedo rappresentata dalle mani tese nel quadro de la Creazione di Michelangelo. E cosi alla mano corrisponde un’altra mano, dal fuori, dall’altro. E cosi l’intimità del gesto, della parola elargita, il pudore per ogni frazione.
Sanno produrre piccoli scismi
sciami di scosse, percosse le mura
che ognuno dentro di sè difende
personali crolli, le crepe, macerie
faglie che ognuno si porta, lasciano sbreghe
si scontrano la sotto, scavano tane, cantano rane
nelle voragini delle ricostruzioni di sè
imprese edili permanenti nel luoghi percossi
Se penso allo scisma, alla risma di scosse
e a questo bisogno di esserci con forza, levarci la scorza
e guardare il paesaggio sottratto dalla paura
allora una mano che ti cerca ti salva
ti dice ero la, sono qua
Andiamo a comprare malta, pietre, sabbia cemento
Andiamo tenendoci per mano? Tendendoci la mano con alterità?
Tellus di quella crosta è padrona
dall’ipocentro sfrega le placche,cozzando
costante,impercettibile,lenta,quasi convenzioni dentro l’ll mantello
fratture minuscole,le faglie,indipendenti tra loro,
a tratti, se vuoi,parallele
poi improvvisa, repentina ti preme,
impressiona l’attrito tra masse rocciose ti scuote
come si blocca lo sfregamento,si fa immobile l’ll movimento
s’arresta e contrae
le placche strattonano allora,in blocco lo sblocco ,collidono
slittano lateralmente,ognuna lungo l’ll bordo dell’altra
come cintura di fuoco ti limita e sgrava,
devasta la faglia la sua improvvisa generazioneeppure lo sciame ci aveva avvertito coi suoi precursori,
i nostri bagagli incistati,valigie di sassi e farfalle,
qualche castagna di radon,fessurazioni,interferenze di rete
lanciato sequenze..”mandato a dire” ..forti rumori , boati,
rombi di tuoni,come sequenze di spari,
eravamo in tensione, in quel tempo,
..eppure non fan previsione ste cose
là in fondo tra le nostre masse rocciose più o meno grandi
è avvenuto l’accumulo
l’eccesso alla nostra capacità di resistenza..
l’ll carico di rottura,si dice
quel grido,tre spari…le propagazioni
onde di taglio han ferito la nostra materia,
onde di Rayleigh…ci hanno gonfiato perfino le lacrime,
spaccando la crosta.. le onde di Love Ora siam qui,in ginocchio,a stimare epicentri..misurare intensità..coordinate,aree colpite,feriti,sfollati
cedimenti,inondazioni
materiali pericolosi che chiamano idrocarburi
e tanti morti
allora una mano che ti cerca ti salva
ti dice ero la, sono qua
Andiamo a comprare malta, pietre, sabbia cemento
Andiamo tenendoci per mano? Tendendoci la mano con alterità?-
 Fa lucido l’ll sangue la mano tua, tesa
libro che vola
una lacrima può vincere la sete nella fenditura…ricostruire
mischiare alla malta l’ll cemento
avvicinando le dita
la sabbia mescolare in futuro
nel chiarore,tu,non diverso,tu come non mai
Creazione
solo l’ll paesaggio muterà di colore in un lembo l’anello
allora lo sguardo chiaro,e ancora, tremerà..solo d’amore
-c’è un quadro,in camera mia
sullo sfondo le crepe
davanti la tensione di mani
la rivelazione del due
l’ll prodigio dal fuori,dell’altro-
La Creazione
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