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Al ritmo delle sizigie

le tue epifanie – cuore

che impara l’occultazione-

in una sole luce retta

ripetendo il miracolo

della congiunzione il filo

che tiene i vivi e i morti

insieme – un vento bianco-

purezza inscritta nel sale

l’impronta delle  mani nuda

interrompe la distanza intera

sulle cose. ti sentirò tremare

nel limpido splendore della carne

umida come un frutto teso

alla vigilia della pioggia  bere

Aperte sulle mie colline dilatate

oscillano selvatiche le braccia

nel blu carsico della tempesta

estrema resta la fondazione

dell’ecchimosi serena nel penetrato

sogno, scalza sul tuo sterno,

danzo come fossimo una genesi

Cerchio Cardinale Aleph

Sizigie- Alberto Masoero

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