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Pieno di grazia

e qualche settimana.

Il presepe

una specie di solitudine

dove avviene

il tumulto alza la posta
È pietas l’acuto
di percezione, tra la carne
e l’inquietudine insaziabile
di presagi, confidenza
coi territori dei sogni
si sgretola carsico
così flessibile
come grano
-da poter essere seminato
prima dell’inverno-
una pace relativa
un sè minimale, l’essenza
di quella voce  che le spighe
non riescono più a trattenere
le sue iridescenze incrinano
fino al nadir del silenzio
l’abisso di tenebra

-Madre mia Invisibile-

trasformeremo in latte

il gorgo di luce  Padre, tra le cose

che non ci hanno

abbandonato-

Corri adesso, settanta anni fa

vento freddo della steppa

Sulle montagne gelate

tagliavi l’inverno a métà

Prodigioso sagittario

irriducibile silvana

Mia -lupa

con la criniera –

L’acqua si fa blu, balena

congela sulle labbra secche

Il canto terminale fitto

da una verità allucinata :

La lottatrice  è nuda. Vera

più del vero, inzuppata

di dolore, lucida di male
 
oltrepassi il tormento.
-Sorgiva-

Con la cautela dei fiori

ponevi il vento, spingevi

nel vuoto severo

del tuo polmone arreso

l’ll  coraggio

-banco di prova

nostra morfina-

la protezione raccolta

tra le tue braccia

mentre un destino Altro

ci attraversava le scelte

le cure i viaggi. Il presente

– Appartate-noidueSole
 
tutto è stato possibile
 
in un momento,
 
calata nel buio
 
Ti ho sentita

entrare

in paradiso

Mi sporgo, ora,
 
dove ti muovi
 
stasera,in segreto dove ti espandi
 
sotto i miei occhi
 
di latte e biscotti
 
preparando il tuo compleanno,
 
il primo. Di sempre.

Ti proteggo raccolta.

Tra le mie braccia

ho una bambina
 
di appena tre chili
 
brilla, a gambe incrociate
 
nella sua culla
 
d’Avorio, nido di cenere
 
e gioia splendente
 
di un altro mondo
 
Crescerai, Mammet
 
Dentro di me
 
Finchè sarò Fatta piccola
 
Piccola. Come Te
 
Invisibile

– 14 Dicembre 2012-

 
 
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