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Sul mare viene l’incontro

 il sole ti  tocca nell’acqua,

semicerchio del cielo più alto,

senz’ombra

nell’attimo esatto. d’indugio

la comunione d’oriente

Si sentiva da giorni : masticava verbena

nel fondo dei pozzi vedeva il riflesso

dal nord i suoi occhi il pulsare

si avvicinava. Sapeva :

Quell’uomo guidava un carico d’Oro

di rami dei miti, resine sacre

sacchi di semi di felce, il segreto

del fiore senz’occhi le spore

– quella notte gli offrì il calumet

dentro un destino terrestre
inciso fino alla pietra
sette le cerimonie, sette  veli
e i suoi fianchi –
Si sentiva da notti: coglieva la salvia
otto anni d’agave nell’aria
ammaestrava il dolore più ottuso
fasciata di mussole. ginocchia piegate.
come aveva imparato fare a Santiago:
a falce l’agave, a petto chiuso
solo la parte centrale tarlata di bene
tagliava la lama nell’antro
al cuore le unghie, il passato
tra le mani solo la pina,
come un jimador
ruote di fuoco, ghirlande di ribes
 abbagliano i monti
i due fiumi i tre pini e tutte le piane
la gazza, i geni, la lepre millemila farfalle ed una balena

come soli stregati i falò d’artemisia
Al laghetto leccava rugiada
la cerva, fra le pietre
la notte più breve
…..
Si espande il succo pregato,
s’inclina il calumet.
la vita guarisce. Si sporge
il canto giurato manda un bagliore
la polvere in oro
l’urlo d’amore come un’estate
trova una vena. potenza minuta
su fino all’orlo come sul mare
Si sente. Ora. Alban Heruin
 
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