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un grido d’oro al vento

alla gazzaladra, in cerca di un morso:

una manciata di zapiskj –

nel  suo grembo una folata d’acque

allaga il cuore

come un animale di cristallo

donna identes

su una pozza nera indifferente

brilla. l’ombra

seria  sul suo seno.

non (la) trattiene la memoria

il suo bagliore.

come fiore ondeggia, si apre chiaro

un ribes nella cattedrale

mentre l’anima rintocca,

fino in  gola,

su quel corpo troppo in fretta

ai dieci lustri

sgronda in secchi d’acqua il lino e le sue braccia

a germogliare  il tempo del galoppo

quando il tondino era insufficiente

ad asciugare il pelo madido ai cavalli :

-nel fango  finivamo per brillare

lipizzani

sbiancando come cenere

dal grigio

un magistero chiaro

di bellezza

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