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Sei  l’anticipo del vento

-che protegge-in fiamma piena

allo stremo della  minuscola foresta

-là. dove resisto-

deportata d’ogni sera

per un solo gesto per il sogno

in quella grazia mi fai calma

oltre l’istinto

nell’ebrezza del digiuno.

Dove stai per giungere

è tutto. Fra qualche ora. Vivo

scuote l’uovo nell’orecchio

il trillo- un vento sacro muove

sale la niniva della sera

nodo sciolto – tuo cieco venire

ammenda alla mia fame.

 

-all’altra sponda

una fiumana in voce bassa

gonfia  l’ll  gelo

tra le ultime forze

inzuppate di pane e bachi da seta

imprecando al nuovo vento

perchè va troppo svelto-

 

 

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