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Un’ombra

Un ordine del cielo

Verso la Matrice. Taceva

Vinto ogni altro

legame. Danzò

gridando di dolore

 

Verrà il primo giorno

degli Azzimi

quindicesimo di Nisan

nell’anima

di chi possiede la Grazia

quiescente al centro un Sole bianco

di maggio, d’incontri, di conciliazione

Liberando il sottile dallo spesso

Soffiando dove vuole- divino

suono primigenio Tu

che scuoti

seguendo l’acqua, i petali

penetrando le montagne

nel quinto plenilunio tra le mani

dilatando delle cose l’espansione

Dio! Solleva anche la mia testa

Il battito complice

che annulla il peso

affidami ..

la sua voce, lieve

nella Pasqua delle Rose

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