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Orsante, prima ancora  dell’amore

temeraria alla caccia clandestina di tesori

immaginari ho calpestato mille  lingue e terre nere 

sghiacciando  zoccoli ai cavalli nei catini

per ripartire senza sole in faccia

ho rubato l’esperanto e gli  animali da addestrare

sull’Ararat degli orsi  sulla Stara Platina 

inventando un dialetto solo nostro

animalesco, incomprensibile alla tua vista

mi sfilava notti nel cuore silenzioso e buio

toccavi tutto in  tutti i punti indefinibili

un iman acceso agli occhi morti

Come dissotterrare un cordone 

ricombaciando all’ombelico  perso l’ll fiato

nella foresta più rara mai vista ancora

Allora prima d’ogni cosa ho sentito gli occhi

farsi come disse in segreto  la tzigana 

 “chiari del lupo argento ” ed i tuoi passi

nel ventre fondi come Rilke

che amavo prima di ogni cosa

Tu più affondavi nel palmo della mano mia 

sicura, come di dio nel dito ho messo lo sguardo

nuziale l’ll  sì d’amina ad ogni cosa..

ho fiutato i berberi del Toubkal  attraverso il ghiaccio

ho stordito i sensi sul dipinto alla montagna

che prende tutto il cielo senza domande

tra le ossa il desiderio d’alluminio

duro come una guerra il nome Tuo  ha fatto sangue

dove spingo dentro l’ll suono e preme

di un cucciolo le zampe le mammelle

che alla vita pulsano dolorose facendole parlare tra di loro

di quella verità  che cola al caldo

come caduta gioia di per se tragica

                                                                mentre resuscitiamo in bocca

per  narimi

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