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Radente il fischio

in_seguito ai cent’anni

bruma che iberna

nel volto imperfetto

la ragazza sempre

e le sue stesse mani

intelligenti

gelando per resistere

musa nell’abbraccio

straniante,

in bilico di ricordi evanescenti

vibri -nelle ossa di cristallo-

di una luce che ancora

non esplode

tra gli alberi,scarna

improvvisi pieni di suono

-nella certezza terminale-

inaudita come un lupo

nella notte divorando

la tua vita liberata

e calma

affondi luminosa

nell’inverno spaventoso

[attutita]

nella tua posa intatta

invisibile a morte

 

 

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